Tempi di austerity, tempi di sacrifici anche per la politica : finti ovviamente ! Perchè a Terni spendiamo  il triplo di  Roma , il doppio di Milano , Venezia ,Parma e Reggio Emilia o come  Bologna ,Verona e Perugia.

In Italia siamo la 56° posto per la  Spesa pro capite per gli organi istituzionali dell’ente con un totale di €.656.985,77  cioè 5,96€ a testa  , e per non parlare delle spese per gli organi istituzionali dell’ente , i cui rimborsi ammontano a €.153.448,98 facendoci volare al 17 ° posto.

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Leopoldo Di Girolamo Sindaco di Terni

E’ quanto emerge dai dati consultabili  sul portale Soldi Pubblici Reloaded che utilizza e rielabora i materiali presenti su SoldiPubblici.Gov.it, il sito voluto dalla presidenza del Consiglio che mostra le spese degli enti locali, voce per voce, capitolo per capitolo.

Nella corsa al cambiamento e alla riduzione dei costi della politica  Terni si è armata  di buone intenzioni sbandierate in campagna elettorale  ma poi è rimasta sulla linea di partenza.

La “COMMISSIONITE”– La spesa per i consiglieri comunali della nostra città straborda , si gonfia ogni giorno di più sotto il peso di tanti consigli comunali in cui le perdite di tempo e le chiacchiere la fanno da padrone e sotto il contagio della ” COMMISSIONITE” una nuova malattia che aleggia a Palazzo Spada e ha contagiato più o meno tutti i consiglieri  comunali .

La “COMMISSIONITE” è la convocazione a ripetizione delle commissioni consiliari , che costano come un consiglio comunale anche se durano molto meno molte volte poco più di un ora , e il fatto più grave è che vengono convocate anche per argomenti futili , chiacchiere da bar dello sport spacciate per importanti lavori della commissione consiliare .

Si può convocare una commissione consiliare per discutere degli orti sociali ? e soprattutto la si può convocare 4 volte per discutere sempre per 4 volte degli orti sociali ? A gennaio abbiamo avuto 4 consigli comunali ( costo 10.842 euro ) e ben 19 commissioni (costo 15.142 euro ) a febbraio si è speso 10.568 euro per il consiglio comunale e per le commissioni 16.809 euro , mentre a Marzo in attesa dei dati definitivi batteremo ogni record con sette consigli comunali ed oltre venti commissioni consiliari


IL FENOMENO DEI CONSIGLIERI “PENDOLARI”
–  Le classifiche nazionali  tengono conto della spesa pro capite annua, per ogni cittadino, perché è evidente che – in termini assoluti – le spese maggiori ci sono nelle grandi città . Ma la classifica della spesa per indennità di carica e gettoni, in genere, dimostra proprio questo: che più un Comune è piccolo, più la spesa pro capite aumenta, ed è facile comprendere il perché: gli organi istituzionali (sindaco, giunta, consiglio comunale) hanno dei costi minimi di funzionamento ed è chiaro che, dividendoli per il numero dei cittadini, il costo pro capite si riduce , nelle grandi città ed aumenta nelle piccole .MILIONI DI EURO DI SPESE  – Solo a gennaio e febbraio  questo giochetto ci è costato oltre 60 Mila euro , come di recente ha affermato il Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Mascio, e se continua così , il Consiglio Comunale di Terni ci costerà oltre 2 milioni di euro  a cui ne vanno aggiunti altrettanti per la giunta che ci costa quasi 28 mila euro al mese , e si perchè noi a Terni abbiamo nove assessori , più di Firenze , non ci facciamo mancare nulla . Solo numeri, cifre vuote se si considera il dato in sé, ma è nel rapporto con le altre città  italiane che emerge il senso. Se, infatti, la stessa spesa si confronta a quella delle diverse metropoli dello Stivale si viene a conoscenza che, rispetto ai soldi spesi a Terni , Lecce ne ha spesi 800mila, un milione Pescara, un milione e 300mila euro Firenze, e sono tutte città e Comuni molto più grandi di Terni. Numeri, questi, che appaiono su soldipubblici.gov.it, il sito web del Governo che il premier Matteo Renzi ha presentato qualche stempo fa e il cui obiettivo è rendere trasparenti i costi dei vari enti italiani. I dati a disposizione sono del Siope (Sistema operativo delle operazioni degli enti pubblici) e della Banca d’Italia.

Allo stesso tempo è impensabile che una cittadina piccola e tranquilla , una sorta di paese allargato come è Terni ci deve costare a noi ternani il triplo di quello che costa il Comune di Roma ai romani .

Se vogliamo cambiare le cose realmente i primi attori del cambiamento devono essere i Consiglieri Comunali e la giunta con il primo cittadino in testa , e devono essere stroncati sul nascere fenomeni come quello dei consiglieri comunali che fanno i “PENDOLARI” tra una commissione ed un altra .

E si cari cittadini perchè dovete sapere che se un consigliere comunale presenzia ad una commissione consigliare di cui non fa parte , non dice una parola e ascolta solamente un oretta di discussione sugli orti sociali , magari mentre scorre il suo tablet svagandosi sui social , mette una firmetta di presenza e si becca la metà del gettone di presenza che è di 91,11 euro .ipad-in-parlamento-calcio

Ed ecco spiegato il fenomeno del “pendolarismo” dei consiglieri comunali che vagano tra le stanze di Palazzo Spada alla frenetica ricerca di una commissione consiliare a cui sedersi , forse perchè nella vita non hanno più nulla da fare e allora dovremo trovargli dei lavoretti socialmente utili , in modo che possano  aumentare il gruzzoletto che il Comune deve erogare a fine mese , in modo più onesto.

Ma come nell’era della pubblica amministrazione trasparente , del Comune 2.0 , i lavori delle commissioni non potrebbero essere inviati per mail ai consiglieri comunali così che possano prendere visione delle decisioni , ed eventualmente fare le loro precisazioni ?

Insomma, alla domanda “dove vanno a finire i soldi pubblici del Comune di Terni ?”, il sito governativo getta luce su alcuni aspetti che confermano come la Città di Terni sia tra i comuni  più “spendaccioni ” e cosi far quadrare i conti diventa sempre più difficile , ed il comune deve ricorrere ai tagli per risparmiare.

Ma, paradossale, il risparmio arriva proprio dove non dovrebbe: nella nostra città si fa economia sulla spesa destinata ai servizi ai cittadini, o sui contributi alle famiglie disagiate .  Ma, d’altronde, qualche taglio bisogna pur farlo. Da qualche parte bisogna risparmiare. E perché non iniziare proprio dai rimborsi spese dei consiglieri comunali e dai costi della giunta invece che tagliare i servizi di cui dovrebbe godere il cittadino-contribuente?

Ci saremo aspettati che una denuncia di questo tipo fosse venuta invece che da un piccolo giornale come il nostro , da qualcuno di quei consiglieri che sono entrati in consiglio comunale per la prima volta magari sventolando il proprio certificato penale immacolato , e che magari in campagna elettorale dicevano dalle loro tastiere dei pc perennemente connessi a Facebook che avrebbero aperto tutti i cassetti di Palazzo Spada, un vero tormentone della campagna elettorale dei candidati del Movimento 5 Stelle .

Invece il silenzio assoluto , segno evidente dell’imbarazzante incapacità di modificare il sistema , ma anche di denunciarne pubblicamente le storture , o peggio l’opportunità di goderne dei privilegi e quindi stare in silenzio .

Qualcuno gli spieghi che adesso non sono più su Facebook , ma sono in Consiglio Comunale e ormai da quasi due anni e se vogliono possono aprirli i cassetti , sempre che non preferiscano tenerli chiusi, sedersi nelle commissioni e prendersi il fatidico gettone.

movimento 5 stelle terni consiglieri comunali
I consiglieri del movimento 5 stelle di Terni, una volta eletti non hanno saputo rinunciare ai gettoni di presenza per le commissioni uniformandosi agli altri politici.

E’ quello che infatti è successo nei giorni scorsi con un ultimo attacco di Commissionite a cui anche i consiglieri Grillini non hanno saputo resistere quando la Commissione per la modifica dello Statuto Comunale presieduta da Todini, che inizialmente doveva essere a partecipazione gratuita senza corresponsione di gettoni di presenza, è invece diventata onerosa grazie ad un atto che ha avuto il consenso ed il voto favorevole anche dei consiglieri del movimento 5 Stelle.

E cosi in questo modo tra il funzionamento della macchina comunale, i rimborsi viaggio e i contributi versati ai datori di lavoro per tutte le ore di permesso prese dai vari consiglieri comunali (per partecipare a Consiglio o Commissione) ecco qua che la cifra decolla: siamo sul milione di euro, considerando anche i contributi, i rimborsi e le indennità dei consiglieri.

Una cifra colossale che ogni mese il comune si trova a sborsare e che invece di diminuire rispetto allo scorso anno è aumentata pro quota, visto che i consiglieri comunali sono diminuiti.

Le spese   hanno raggiunto i 111mila euro, più  167 mila euro spesi per le riunioni di commissioni e le indennità mensili al presidente, nonostante il fatto che Giuseppe Mascio, si sia ridotto lo stipendio del 10% .

Si arriva quindi ad un totale di 317 mila euro, la stessa cifra spesa nella passata consiliatura, quando però i consigliere comunali erano di più: 40 rispetto agli attuali 32, «Le criticità per i prossimi mesi sono evidenti» afferma la dirigente Vincenza Farinelli nella relazione inviata proprio al presidente Mascio, che per adesso ha sospeso l’esecuzione del pagamento dei gettoni di presenza nella nuova commissione.

Insomma in un momento di crisi profonda, in cui moltissime persone non riescono ad arrivare alla metà del mese uno spreco di risorse pubbliche così elevato una piccola città come Terni non può permetterselo, ed è ora che i tagli alle spese vengano fatti in modo concreto diminuendo il nummero di assessori, il numero di commissioni  e stabilendo anche un tetto massimo complessivo alle spese dell’ente, superato il quale i gettoni non sono più erogati, e se a quel punto la tanta voglia di dibattere che hanno i consiglieri finirà come d’incanto allora vorrà dire che avevamo ragione noi era solo “commissionite” e non voglia di lavorare. 

 

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