A Terni, nell’Ospedale Santa Maria, è presente il dipartimento salute mentale con servizio psichiatrico diagnosi e cura (Spdc) che ha una capienza di dieci posti letto per ricoveri ordinari e di un posto letto per ricoveri day hospital, quest’ultimo in genere utilizzato per accertamenti diagnostici di pazienti assistiti dai Centri di salute mentale.

Le risorse umane del reparto sono rappresentate da cinque medici psichiatri, un coordinatore infermieristico, 14 infermieri professionali e due Oss. Risorse umane che adesso, visti gli ultimi avvenimenti, sono un pochino ridotte di numero.

Si, perché negli ultimi giorni alcuni infermieri e medici, come in realtà spesso accade, sono stati aggrediti da pazienti in cura.

In particolare un’infermiera che ieri, durante il suo turno, è stata aggredita da un paziente che forse per una valutazione scorretta era stato affidato al Spdc di Terni, che ha improvvisamente dato in escandescenza e prima di essere bloccato ha rotto un braccio alla donna, che ora è costretta a casa in convalescenza.

A differenza della struttura di Foligno, dove vengono seguiti pazienti con problematiche più difficili e per i quali si interviene con misure di maggiore sicurezza, quella di Terni è una struttura cosiddetta “a porte aperte e senza contenzione”.

Il paziente ora è ovviamente stato trasferito a Foligno dove, spiega un addetto al servizio “la struttura è predisposta per ospitarlo, garantendo la sicurezza sua e del personale che se ne occupa, in maniera adeguata mentre quella ternana, che pure è figlia di un’idea e di un’offerta sanitaria di prim’ordine, è stata probabilmente approntata in maniera approssimativa, con dotazioni di sicurezza decisamente inadeguate”.

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Il direttore generale della Usl2 di Terni Imolo Fiaschini afferma a riguardo: “chiedo di non spaventare le persone, perché si è trattato di episodi, certamente gravi e che dovranno essere oggetto di attente valutazioni, ma che restano marginali rispetto alla mole di lavoro svolto, e bene, dal personale del servizio”. Inoltre “chiedo di non parlare errori di valutazione, perché non abbiamo elementi che ci facciano pensare a questo. Certo – dice Fiaschini – come in qualsiasi altro reparto o settore, quando si parla di sanità, è necessario porre il massimo della cura, non solo nella fase di accertamento, ma anche e soprattutto nella fase di organizzazione del servizio. Quindi, ultimati gli audit che sono in corso, verificheremo se ci dovesse essere la necessità di qualche aggiustamento”.

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