Difficile ricordare un delitto più scioccante nella storia della nostra città, e tante furono le reazioni a caldo, le prese di posizione di amministratori, politici locali e nazionali, il sacrificio di David Raggi non doveva essere inutile era stato detto, il problema della sicurezza a Terni doveva essere affrontato e risolto, perchè un’altra morte così assurda come è stata quella di David Raggi non si sarebbe più dovuta verificare.

Invece a distanza di un anno, poco è stato fatto, un fiume di parole pochi fatti e il problema della sicurezza in città che ancora persiste, con tanti episodi di violenza che hanno causato purtroppo anche altre vittime.

Dopo un anno è ancora forte il dolore e il rammarico per il ragazzo ucciso da un 30enne marocchino,  era la notte tra il 12 ed il 13 marzo 2015 quando,  Amine Aassoul uccide senza motivo Davide Raggi sgozzandolo con un pezzo di vetro.

Tanti in questi giorni gli stanno dedicando un pensiero, tanto è il dolore di amici e familiari che non dimenticano, lo hanno voluto ricordare con una messa in sua memoria.

Piazza dell’Olmo, a Terni, il luogo in cui è stata spazzata via in un istante la vita di Davide, oggi è silente. Un anno fa ha vissuto il caos.

Era tarda sera e in un locale della piazza decine di giovani come tutti i week end si trovavano a bere una birra e parlare del più e del meno, quando improvvisamente Amine Aasoul iniziò a dare in escandescenza all’interno del locale, anche a causa dell’alcol ingerito, proprio quando il barista si rifiutò di dargli da bere.

Neanche l’intervento di due poliziotti in borghese fu sufficiente a calmarlo. Quando sembrava tutto finito con il nordafricano intento ad uscire dal locale, si imbatte nello sguardo,di Davide, che solo per caso si trovava lì.  “Che mi guardi? Che cosa vuoi?”.

Pochi attimi e il marocchino afferra un pezzo di vetro sgozzando con un solo colpo David.

Il ragazzo fu soccorso immediatamente dai due agenti e da un medico del 118, amico della vittima, che si trovava con lui nel locale. Disperati i tentativi di tenerlo in vita fino all’arrivo dell’ambulanza.

Tutto però completamente inutile: David Raggi arrivò in ospedale già morto.

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David Raggi ed il suo assassino Amine Assoul

Il suo assassino fu rintracciato nel giro di pochi minuti : era nei giardini della Passeggiata, coperto di sangue e a torso nudo.

Fu fermato è  portato in questura, dove avvenne la sua identificazione, e la triste verità, ovvero una bocciatura senza appello delle politiche fin qui adottate per contenere i flussi migratori:  l’uomo era stato espulso dall’Italia nel 2007, dove aveva fatto ritorno nel 2014 sbarcando a bordo di un gommone a Lampedusa, era quindi un clandestino che girava indisturbato per la città.

Verrà giudicato in un processo per omicidio,  e successivamente condannato a 30 anni di reclusione.

Davide però non c’è più, e da quel giorno non c’è più la tranquillità che una volta caratterizzava la vita nella nostra città un isola felice veniva chiamata, c’è invece la consapevolezza che in Italia non esistono più le isole felici. 

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