Oggi, sabato 12 marzo, alle 11.30, al piano nobile di palazzo Carrara è prevista l’inaugurazione della sala Vincenzo Pirro.

Nell’occasione sarà presentato il volume commemorativo a cura della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice: La Vita come arte, la vita come ricerca, la vita come amore. Saranno presenti il sindaco Leopoldo Di Girolamo e l’assessore alla Cultura Giorgio Armillei.

Si era votato nel mese di luglio scorso e con l’unanimità di 20 voti a favore, il consiglio comunale approvò l’atto con il quale il sindaco si sarebbe impegnato, insieme alla giunta, di adoperarsi per ottenere la deroga da parte della Prefettura per l’intitolazione della Sala Tacito di Palazzo Carrara, al Professor Vincenzo Pirro.

A distanza di un anno finalmente il risultato sperato. La sala a palazzo Carrara prenderà il suo nome.

La proposta di intitolare una sala di Palazzo Carrara al Prof. Vincenzo Pirro, venuto a mancare ai suoi ed alla Città circa 7 anni fa, deriva dal fatto che in quella sala il Prof. Pirro, insieme ad altri studiosi ternani, costituì l’Istituto di Storia del Risorgimento italiano di cui fu, egli stesso, primo presidente.

La sottoscrizione dell’atto avvenne da parte di Crescimbeni, Trenta, Todini, Melasecche, Bencivenga, Ferranti, Cecconi, Cavicchioli, Chiappini.

Sul tema intervenne il sindaco Leopoldo Di Girolamo ricordando la figura del professor Pirro ed il suo impegno come studioso e come insegnante che plasmò parte della classe dirigente della città.

Vincenzo Pirro (San Severo 1938 – Terni 2009). Allievo di Ugo Spirito, docente di Storia e Filosofia presso le Università e i Licei, dedica tutta la sua esistenza alla ricerca scientifica, alla cultura, e ai suoi studenti. Scrive su pubblicazioni specializzate come: Il Giornale Critico della Filosofia Italiana, Nuovi Studi Politici e I Problemi della Pedagogia. Imponente la mole di pubblicazioni realizzate che coprono una finestra di più di quarant’anni; tra le sue opere nel campo filosofico degli anni ’70 citiamo: Filosofia e politica in Giovanni Gentile (1970), Filosofia e politica in Benedetto Croce (1976), Cultura e politica in Benedetto Croce (1976), Filosofia e politica nel problematicismo di Ugo Spirito (1976) e Corpo e cosmo nell’attualismo di Giovanni Gentile (1977).

A partire dagli anni ’80, si dedica anche agli studi di storia, con particolare passione per il Risorgimento, diviene presidente del Comitato Provinciale di Terni dell’Istituto di Storia del Risorgimento.

Scrive alcune monografie, tra le principali citiamo: Terni durante l’Età rivoluzionaria e Napoleonica (1989), Terni e la sua Provincia durante la Repubblica Sociale (1990), Gli Arabi e Noi (1991), L’altro Mediterraneo (1991), Giuseppe Petroni: dallo Stato pontificio all’Italia unita (1991), Terni nell’Età del Risorgimento (2005).

Fonda il “Centro Studi Storici” (1989) e la rivista “Memoria Storica“ (1991). Instancabile organizzatore di Convegni, ne citiamo alcuni L’altro Mediterraneo (1987), Il Nazionalismo arabo origini e sviluppi (1991), Giuseppe Petroni dallo Stato Pontificio all’Italia unita (1991), Elia Rossi Passavanti nell’Italia del ’900 (2002), Federico Cesi e i primi Lincei in Umbria (2003), San Valentino Patrono di Terni (2004). È stato consigliere dell’ISUC (Istituto di Storia dell’Umbria Contemporanea), dell’ICSIM (Istituto di Storia per la Cultura dell’Impresa Franco Momigliano) e dell’IRRE (Istituto Regionale di Ricerca Educativa dell’Umbria).

Ci ha lasciato un libro postumo intitolato “Regnum hominis” – l’umanesimo di Giovanni Gentile – Ed. Nuova Cultura, Roma (2012). 

Si interessò  anche alla ricerca storiografica e svolse numerosi studi di storia locale sulla città di Terni.

Esponente di spicco della vita culturale della nostra città, ne ha studiato gli aspetti poco indagati di quella che fino ad allora era una città ancorata ad una dimensione prettamente industriale. Nel 1996, sotto la Giunta di Gianfranco Ciaurro, coordina il progetto per la realizzazione del nuovo museo archeologico della città di Terni da realizzarsi nel convento di San Pietro, il progetto ebbe la supervisione dell’archeologo  Renato Peroni . Vincenzo Pirro nei suoi studi di storia contemporanea ha ricostruito, prima della pubblicazione del Il sangue dei vinti  di Giampaolo Pansa , episodi della guerra civile nell’Umbria meridionale, tra cui l’assassinio del sindacalista Maceo Carloni del dirigente d’azienda Luigi Corradi. 

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Il Prof.Vincenzo Pirro insieme ai suoi studenti in occasione di una gita scolastica

Nel 1989 fonda con altri studiosi locali il “Centro Studi Storici”, un’associazione culturale di ricerca storica a cui nel 1991 viene collegata la rivista scientifica Memoria Storica.

L’obiettivo della rivista, uscita con il primo numero nel marzo del 1991, a detta di Pirro era quello di porre fine “all’amnesia  organizzata”, facendo conoscere a tutti le vicende di una città figlia non solo dell’industrializzazione di fine 800. Accanto ad un nuovo sguardo per le vicende passate la rivista inaugura una stagione di  storiografia libera da condizionamenti ideologici e basata sull’assoluta scientificità nell’utilizzo delle fonti.

Ha suscitato critiche per la ricostruzione di alcuni episodi di violenza avvenuti durante la resistenza antifascista nel centro italia nel periodo 1943-44, critiche che si sono particolarmente concentrate all’indomani della sua scomparsa (2009) ad opera di storici locali, che lo hanno accusato di “revisionismo “.

In realtà il lavoro effettuato da Pirro, come anche affermato dal prof. Giuseppe Parlato nella prefazione di Regnum hominis è sempre stato suffragato dalla presenza della fonte documentale. Inoltre le vicende ricostruite, come ad esempio quella dell’uccisione di Luigi Corradi o di Alverino Urbani, ad opera dei partigiani, nel 1944, non erano mai state trattate dalla storiografia cosiddetta “ufficiale”.

Si spegne improvvisamente il 25 maggio 2009, concludendo il suo ultimo lavoro, sulla Facoltà di Scienze Politiche di Perugia.

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