E’ chiuso ormai da un anno il parco Rosselli, che ha visto per la prima volta i cancelli sbarrati nel marzo 2015 a causa di alberi caduti per via del forte vento di quei giorni.

Da allora però quel parco ha visto solo un continuo degrado.

Niente più famiglie e bambini di giorno, ma tanta microcriminalità di notte, spaccio e tanta sporcizia.

In questi giorni il consigliere comunale Enrico Melasecche ha presentato un’interrogazione per sapere quando il parco riaprirà e la risposta è arrivata dall’assessore all’urbanistica Francesco Andreani, sebbene la competenza sia dell’assessore ai lavori pubblici Stefano Bucari, che  però era assente in occasione del question time.

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Uno dei tanti arresti di spacciatori eseguiti dalla polizia nel Parco Rosselli

L’assessore Andreani ha fatto sapere che il Comune di Terni ha deciso di partecipare ad un bando del Ministero dell’Ambiente da 200mila euro per la bonifica del terreno, visto che nei primi anni del Novecento in quell’area venivano ammucchiate le scorie di lavorazione dell’Altoforno delle acciaierie di Terni.

A tali notizie, sono state dure le parole del consigliere Melasecche: “Il Comune in un anno è stato in grado soltanto di cercare di partecipare ad un bando del Ministero per fare solo e soltanto i carotaggi e le analisi del sottosuolo. Quando mai il Comune dovesse risultare assegnatario di quella somma, andrebbe conferito l’incarico, espletare lo stesso, predisporre poi un capitolato per capire quali somme occorrono per la bonifica, reperire i finanziamenti, espletare un secondo bando di gara per effettuarla e poi, fra chissà quanti anni predisporre un progetto architettonico per realizzare il nuovo Rosselli. Con questo passo è molto ottimistico pensare al 2020”.

Insomma, lunga ed impervia la strada che divide i cittadini dal parco, semmai questo riaprirà.

Una grande perdita se si considera che per anni quel parco ha rappresentato un luogo di aggregazione grazie anche agli ultimi interventi di realizzazione con la bocciofila e la pista da ballo.

Conclude poi Melasecche: “L’intero quartiere, popolare ed industriale, a ridosso immediato delle acciaierie, che viveva uno dei parchi tra i più frequentati della città è menomato. Anche il ponticello retrostante che collegava il parco con il quartiere al di là del Tescino, opera costosa realizzata dieci anni fa è chiuso. Reti e lucchetti che di notte avrebbero dovuto proteggere una serie di opere costate impegno e danaro pubblico sono violati da una microcriminalità diffusa contro la quale nulla ha fatto il Comune che ha sempre sottaciuto il problema nella logica che meno si sa e meno si protesta”.

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