Arriva la nuova stagione e con essa un documento aggiornato del Comune di Terni, atto a stilare le nuove normative per i gestori di bar e ristoranti che vogliono utilizzare il suolo pubblico per ampliare i propri spazi con tavoli, sedie, ombrelloni e quant’altro.

Il documento, intitolato “Norme per l’istallazione all’aperto e su suolo pubblico di strutture temporanee a servizio di locali di pubblico esercizio” prevede in particolare due tipologie di intervento: quello che riguarda “opere di arredo mobili, tavoli, sedie, ombrelloni, tende, e in inverno corpi riscaldanti con, ove necessaria, un’eventuale pedana per superare dislivelli e suolo in pendenza” e il secondo invece per “montanti verticali, paramenti verticali, copertura ombreggiante, tende a rullo scorrevoli, eventuali pedane”.

Altra caratteristica è quella riguardante i vari tessuti e materiali utilizzati, infatti “il tessuto degli ombrelloni e delle tende non potrà essere lucido e i colori o fantasie, saranno i medesimi per il singolo esercizio. Nel centro storico non sono ammessi sugli ombrelloni e sulle tende loghi o marchi, se non quelli dell’esercizio commerciale di riferimento”.

Altre limitazioni, che però riguardano solo alcune zone centrali della città e cioè piazza della Repubblica, piazza Solferino, piazza Europa, piazza Duomo, piazza San Francesco, piazza dell’Olmo, corso Vecchio, via Roma, via Cavour, via Garibaldi e corso Tacito, vedranno, al fine di preservarne i caratteri visivi consolidati e d’uso del suolo urbano, la possibilità di installazione di tavolini, sedie e ombrelloni, oltre a corpi riscaldanti, in numero contenuto, al fine di limitare l’impatto visivo degli arredi sulle vie.

Insomma l’ennesima occasione persa da parte del comune di dare un impulso all’arredo urbano fatto dai locali pubblici. Se da un lato è giusto che ci sia uniformità di design, di colori e di materiali per le attrezzature e gli arredi utilizzati dai locali, dall’altro questo tipo di restrinzioni avrà come effetto quello di aumentare i costi per gli esercenti, che non potranno di certo sfruttare arredi “sponsorizzati ” dai fornitori.

barista
Sempre più difficile gestire un locale pubblico a Terni

C’è da considerare infatti  che oltre al costo degli arredi e delle strutture gli esercenti devono pagare tasse di occupazione di suolo pubblico che in particolare per il centro di Terni sono altissime, tanto da far concorrenza a città come Roma, Venezia, Firenze che hanno però flussi turistici elevati e continuativi.

In questo modo il rischio è che molti esercenti rinuncino all’istallazione dei tavoli e dei dehors, ed il centro di terni risulterà ancora più spoglio e poco attrattivo di quello che già è.

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