I genitori non si arrendono e per difendere le cucine nelle scuole dei loro figli fanno scattare la petizione.

E’ stata creata in modo spontaneo dai genitori dei bambini delle scuole ed è stata subito appoggiata dal Cosec (comitato servizi educativi comunali) e serve a tutelare la preparazione dei pasti all’interno delle scuole, sia esse statali che comunali.

All’interno del testo della petizione si chiede quanto segue: “l’abbandono di ogni ipotesi che preveda la dimissione delle cucine in loco; la sospensione di ogni iter in corso per la predisposizione del nuovo capitolato e d’appalto; e l’immediata apertura di un tavolo paritetico permanente composto da amministratori, autorità competenti e famiglie per approfondire la questione e definire le linee guida per la riorganizzazione dei servizi e del nuovo capitolato di gara”.

asilo nido

La delibera infatti (n°25 del 24-02-2016) delineerebbe un quadro in cui intere scuole verrebbero, a seconda dei casi, riconvertite in scuole statali, trasformate in servizi a vario titolo ausiliari o direttamente chiuse; il tutto per concentrare l’offerta comunale nei nidi d’infanzia, come se questi fossero alternativi al mantenimento delle prestazioni che si intende sacrificare.

A tutto questo le famiglie non ci stanno, ed il Cosec ancora una volta le appoggia ricordando che “La lettura combinata dei principi costituzionali, della Convenzione dei diritti dell’infanzia e della European Social Charter dimostrano che la tutela del bambino e la capacità di garantirgli un armonico sviluppo psico-fisico è oggi obiettivo prioritario nazionale e internazionale. In questo quadro la refezione scolastica assume valori molteplici che vanno al di là del mero soddisfacimento di fabbisogni nutrizionali primari.

baby food
I genitori non si arrendono e per difendere le cucine nelle scuole dei loro figli fanno scattare la petizione.

Diviene il fulcro di un continuum educativo che partendo dalla educazione alimentare attiva processi di socializzazione, stimola dinamiche relazionali e favorisce processi interculturali. Il servizio di refezione scolastica, quindi, assume importanza strategica sia dal punto di vista igienico-sanitario, in quanto una corretta e sana alimentazione è mezzo di prevenzione di future patologie cronico-degenerative; sia come luogo a forte valenza simbolica e formativa, di educazione alle relazioni sociali, all’interculturalità, al territorio e al rispetto del paesaggio e dell’ambiente”.

E’ dunque una vicenda delicata ed è intervenuto, in queste ultime ore, anche il M5S di Terni : “Nonostante le richieste non ci viene fornita la quantificazione del debito del Comune nei confronti di All Foods, la società che gestisce l’appalto del cibo trasportato, così come mancano i dati dei costi disgregati dei singoli pasti utili a capire la convenienza tra il cibo trasportato e quello cotto in loco. Nulla viene detto in relazione al futuro del personale del Comune impegnato nelle mense su cui l’assessore al bilancio ha proposto il graduale pensionamento o lo spostamento in altre mansioni senza però chiedere nulla ai diretti interessati”.

Ci sarà ancora molto da combattere, e a queste prime informazioni, sembra che le famiglie dei bambini coinvolti non siano affatto intenzionate a smettere.

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