REACTION DI FACEBOOK: cosa sono e perché sono solo cinque. Il lato psicologico dietro ad una emoticon.

Da un paio di giorni ormai una nuova realtà accanto al classico Like spopola nel mondo di Facebook: sono le Reaction.

Stanchi di poter mettere solo un “Mi piace” al post dei nostri amici, ora Facebook ci da la possibilità di esprimerci in modo un po’ più preciso e personale tramite cinque emoticon che rappresentano altrettanti sentimenti/stati d’animo.

Nello specifico sono amore, divertimento, stupore, tristezza e rabbia.

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Le nuove cinque emoticon adottate da Facebook che rappresentano altrettanti sentimenti/stati d’animo, sono amore, divertimento, stupore, tristezza e rabbia

Perché sono state scelte queste cinque ce lo spiega uno psicologo statunitense, Paul Ekman, che nei suoi studi dimostra in modo molto semplice come alcuni stati d’animo vengano espressi allo stesso modo praticamente in tutto il mondo.

Se si va ad escludere l’amore perché è considerato un attaccamento, un sentimento a lungo termine nei confronti di cose o animali, le altre quattro emozioni di Facebook vedono il suo manifestarsi invece in modo universale in tutto il mondo.

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Le nuove emoticons sono state adottate da pochi giorni e già spopolano su Facebook

“Chiamiamole dunque primarie, oppure adattive perché ci hanno accompagnato nel corso dell’evoluzione. Tra queste la più discussa in ambito psicologico è la sorpresa perché, seppur comune a tutti i popoli, è transitoria. Ad esempio se ritrovo un amico perduto, dopo la fase di sorpresa iniziale, sarò felice piuttosto che arrabbiato perché non si è fatto vivo per anni. Da questo punto di vista è un’emozione di traghettamento e se rimane troppo a lungo sul viso significa che non è autentica. Forse proprio questa neutralità, il suo non rappresentare un giudizio specifico, ha spinto Facebook ad inserirla”.

Queste le parole dello psicologo in spiegazione al concetto iniziale. Ekman è stato anche consulente del film della Pixar Inside Out, per affinare appunto la rappresentazione in quel caso sotto forma di animazione, dei nostri principali sentimenti e stati d’animo.

Al raggiungimento dunque di queste cinque Reaction c’è stato un lavoro di analisi approfondita, tanto che per più di un anno sono stati condotti a livello internazionale focus group e interviste per capire quali tipi di reazioni le persone avrebbero voluto esprimere maggiormente. Sono state anche approfondite le modalità con cui le persone già oggi stanno esprimendo le proprie reazioni alle storie condivise su Facebook attraverso commenti, adesivi ed emoticon. La novità è stata prima testata per mesi in Spagna, Irlanda, Cile, Filippine, Portogallo e Colombia e sviluppata con il supporto di sociologi.

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Il post con cui MARK ZUCKERBERG ha annunciato le nuove emoticon

Fondamentali le parole conclusive dello psicologo, riguardo invece cosa probabilmente non vedremo mai tra le proposte di Zuckerberg: il pollice verso. “La scelta sembra valorizzare l’aspetto unificatore e relazionale del social network ed esclude quelle emozioni che, secondo le ricerche, hanno dimostrato avere una valenza altamente distruttiva, persino nei rapporti di coppia come disprezzo e disgusto, che pongono distanze e risultano offensive”.

 

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La rete ovviamente ha ideato subito nuove “reaction” alternative….