IL MONDO DEL CALCIO IN LUTTO E’ MORTO ERNESTO BRONZETTI: Il ricordo personale di un grande professionista

Lo avevo incontrato meno di un mese fa, era seduto da Pazzaglia e stava sfogliando la Gazzetta dello Sport con quel suo sorriso appena accennato che lo caratterizzava, sempre cordiale anche se erano evidenti i segni della malattia che lo aveva colpito, lo salutai ricordandogli ancora una volta quella mitica estate del 1988, quando ebbi la fortuna di stare al suo fianco per pochi mesi, ma che furono sufficienti per farmi capire il suo valore : << Bei tempi !-  mi disse – come potrei dimenticarli…>>, peccato che quel giorno andavo di fretta, e lo salutai. 

Gli avrei voluto dire che ogni volta che lo incontravo a Terni, o che lo vedevo in televisione mi sono sempre chiesto, come sarebbe stata la mia vita se anzichè proseguire gli studi Universitari, fossi rimasto a collaborare con lui, con Mino Maisto, ed il Mister Claudio Tobia nella costruzione di quella magica Ternana, che dal nulla riuscì a coinvolgere 15.000 ternani in esodo a Cesena, era l’11 giugno 1989 per uno spareggio che valeva la serie C1.

Rimarranno sempre nella mia memoria quelle interminabili giornate di Agosto che ho vissuto come semplice collaboratore del segretario della Ternana Mino Maisto, quando tutte le altre squadre erano già in ritiro pre-campionato, mentre la nostra squadra ancora non esisteva, visto che era appena uscita dalla fallimentare gestione Migliucci, proprio grazie all’intervento di Ernesto Bronzetti che trovò il nuovo acquirente in Gaspare Gambino.

In pochi giorni Ernesto Bronzetti e il Mister Claudio Tobia riuscirono a convincere un gruppo di bravi giocatori a venire a Terni, un gruppo di ragazzi che poi si trasformarono in una squadra formidabile, forse una delle più amate di tutti i tempi da noi tifosi delle fere.

Arrivarono a Terni alla spicciolata uno dopo l’altro Doto, Garritano, Sciannimanico, Renzi, Catto, Pochesci, Eritreo, Gabriellini, Strano, Simeoni, Caccialupi, Gori, Forte e Cocco ed insieme ai  fratelli Spinelli gli unici ternani, si riusci ad affrontare il campionato con una squadra completa.

Detta così può sembrare semplice, ma fu un vero miracolo, perchè la gestione Migliucci oltre ad essere fallimentare aveva gettato nel ridicolo la società Ternana nel mondo del calcio, con ristoratori ed albergatori di mezza italia che reclamavano il saldo di conti da pagare, insomma non era facile convincere giocatori importanti a trasferirsi a Terni, in una società considerata allo sbando fino a pochi giorni prima.

Ricordo quelle telefonate accorate fatte dalla sede da Ernesto Bronzetti che cercava di convincere i calciatori indecisi << Guarda che vieni a giocare in uno stadio vero – gli diceva Ernesto quasi offeso dai tentennamenti dei calciatori – con un pubblico da Serie A ! >> e se vedeva che ancora era indeciso , passava la cornetta a Tobia che rassicurava il calciatore << Guarda che Terni è una piazza importante, qui la gente ha voglia di calcio quello vero, c’è tanto entusiasmo >> erano le parole del Mister da pochi giorni a Terni e già colpito dal calore dei tifosi, e cosi via si passavano la cornetta l’uno con l’altro, Bronzetti e Tobia, esponendosi personalmente di fronte ai calciatori, per rassicurarli della bontà del progetto.

Erano telefonate che duravano anche mezz’ora, all’epoca in cui i cellulari ancora non esistevano, quando si riusciva ad avere il contatto telefonico con il calciatore, si doveva chiudere la trattativa ad ogni costo, perchè i giorni passavano veloci e mentre le altre squadre già giocavano le amichevoli la nostra squadra era ancora da costruire.

Polisportiva_Calcio_Ternana_1988-1989_-_Spareggio_Ternana-Chieti_
La formazione della Ternana che affrontò il Chieti nello storico spareggio di Cesena: era l’11 Giugno del 1989

Ma Ernesto era infaticabile, aveva tanta voglia di riscattarsi, era appena uscito da una squalifica che lo aveva tenuto fuori dal giro per un pò di tempo, e voleva dimostrare che era sempre lui il fuoriclasse del calciomercato, non mollava mai il suo obbiettivo e se il giocatore non dava subito la sua disponibilità al trasferimento, se non voleva scendere di categoria la sua telefonata si concludeva quasi sempre così : << Guarda che ho sempre costruito squadre per vincere, e vuoi che non lo faccia adesso che sono a casa mia per la squadra della mia città? Vinceremo il campionato e se anche così non fosse ricordati che non ho mai avuto problemi a piazzare i giocatori e in C2 ci giocherai solo un anno! Ti aspetto fino a domani poi prendo un’altro!>> .  

Così telefonata dopo telefonata costruì un piccolo miracolo, con una determinazione unica, un modo di gestire le trattative che difficilmente ho riscontrato in altre persone, la determinazione che è tipica di chi si è fatto da solo.

Ma sapeva anche gestire i rapporti umani in modo particolare, con quella franchezza e schiettezza che ti fanno subito apprezzare dai tuoi interlocutori, ed in questo faceva emergere sempre la sua ternanità, sempre orgogliosamente dichiarata, anche quando era arrivato ai massimi livelli del calcio mondiale, la sua città la portava sempre nel cuore.

Indimenticabili quelle cene di quella calda estate, quando ormai la squadra era delineata, e Lui conscio del valore del gruppo e dell’ottimo lavoro svolto in meno di un mese, era un pò più rilassato e si lasciava andare a raccontare innumerevoli aneddoti sul mondo del calcio.

Il successo in quel campionato terminato con lo spareggio di Cesena, forse è stata la sua più grande vittoria, da appassionato di calcio non ricordo di aver mai visto un direttore sportivo portato in trionfo dai tifosi che avevano invaso il campo di gioco, come testimoniano ancora oggi i filmati dell’epoca:

GUARDA IL FILMATO DELLO SPAREGGIO DI CESENA 

Il pianto liberatorio e l’abbraccio con Mister Tobia fra i tifosi festanti rimangono una delle pagine più belle della storia della Ternana, un abbraccio fra due uomini che fra lo scetticismo generale dal nulla hanno costruito una squadra formidabile, mettendoci la loro faccia e regalando un sogno ad una città intera che ancora oggi dopo quasi 30 anni ricorda quella data con un orgoglioso ” CESENA 11.06.89 IO C’ERO !”.

Da quel giorno Ernesto Bronzetti non si è più fermato, ha scalato le gerarchie del calcio mondiale arrivando ad essere l’interlocutore privilegiato delle società più importanti, raggiungendo una fama internazionale che pochi hanno potuto vantare, direttore Sportivo, procuratore, intermediario, agente di calciatori e allenatori, tanti i ruoli ricoperti da Ernesto Bronzetti, ma in realtà era un grande professionista, tanto da ricoprire per lungo tempo l’incarico di consulente particolare del Real Madrid e uomo di fiducia del presidente Florentino Peres.

Rapporti professionali diventati nel tempo veri rapporti di amicizia con personaggi di spicco come Adriano Galliani ed appunto Florentino Perez.

BRONZETTI PERES
Ernesto Bronzetti in tribuna a Madrid al fianco del presidente del Real Florentino Peres.

Ernesto Bronzetti è morto ieri all’età di 68 anni, nella sua casa di Terni lasciando la moglie e le sue tre adorate figlie.

Uno dei primi a darne notizia è stato il genero Furio Corsetti, membro del Trio Medusa, sposato con una delle figlie di Bronzetti, con un post sul suo profilo facebook, poi subito dopo tutti i principali media in particolare quelli sportivi hanno diffuso la notizia ricordandolo come il “Re del Mercato”.

FURIO CORSETTI

Significativo il comunicato emesso da quella che negli anni è diventata la sua seconda famiglia, il Milan. La grande amicizia con Adriano Galliani si è cementata negli anni con trasferimenti che hanno segnato la storia del club: “Tutta la famiglia rossonera, commossa e addolorata, si stringe attorno alla famiglia di Ernesto Bronzetti colpita dalla sua scomparsa. Il cordoglio del Milan per Ernesto, apprezzato consulente rossonero per tanti anni, è intenso e sentito”, questo il messaggio pubblicato dalla società rossonera.

Oggi tutto il mondo del calcio è in lutto, perchè con la morte di Ernesto Bronzetti, se ne va un grande professionista, un uomo che ha messo la sua firma sul calciomercato, nazionale ed internazionale degli ultimi 30 anni, ma Terni perde uno dei suoi figli migliori, Ernesto sarà sempre ricordato fra coloro che con i propri personali successi hanno dato lustro alla città nel mondo.

Francesco Bartoli