MOBILITAZIONE CONTRO GLI INCENERITORI MARTEDI A TERNI: Botta e risposta tra il comitato no inceneritori e la regione

«La Regione ha già indicato l’inceneritore di Acea per bruciare tra 32 mila e 70 mila tonnellate di rifiuti urbani prodotti in Umbria». Questa la denuncia del comitato No inceneritori di Terni che, attacca la Regione Umbria annunciando una giornata di mobilitazione: <<  a gennaio ripartono i tavoli al ministero per decidere dello sblocca Italia. Per l’Umbria confermate 130mila tonnellate da bruciare e un nuovo inceneritore. Ma le storie stanno in un altro modo. La regione Umbria ha oggi la possibilità di contrastare lo sblocca Italia ma lo vuole davvero? Martedì in contemporanea con il consiglio regionale riunito saremo in piazza a dare un segnale forte, che Terni non vuole più inceneritori, inquinamento, speculatori della monnezza!>>

Da Roma, è la ricostruzione del comitato, è stato chiesto alla Regione se fossero autorizzati o in via di autorizzazione impianti di incenerimento nel territorio umbro, «con l’ufficio competente che non ha semplicemente risposto negativamente,ma ha indicato la richiesta di Acea di modifica del combustibile», ossia oltre al pulper di cartiera anche frazione secca dei rifiuti solidi urbani.

Nel carteggio diffuso dal comitato contrario agli impianti viene, poi, precisato che sulla richiesta di Acea, o meglio della controllata Aria, «è in corso l’esame istruttorio col rilascio del provvedimento sospeso in attesa dell’esito della procedura di valutazione di impatto ambientale».

inceneritore NOTTE

Nei documenti si ipotizza anche «un livello di differenziata sul territorio umbro pari al 68% e tra 32 mila e 70 mila tonnellate di rifiuti annui da inviare a incenerimento». Da qui l’accusa del comitato secondo il quale «la Regione ha servito il piatto ad Acea e al suo inceneritore, facendo così cadere la maschera della strumentale opposizione al fantomatico nuovo inceneritore previsto dal decreto, agitato soltanto per poter gridare tra qualche mese di averne scongiurato la realizzazione. A nostro avviso è anche evidente – proseguono in una nota – la mediazione in corso col ministero dell’Ambiente sui quantitativi da bruciare, che dovrà permettere all’Umbria di passare dalle iniziali 130 mila tonnellate previste dal decreto al massimo di 70 mila stimate dalla Regione».

La Risposta della Regione non si è fatta attendere, replicando tramite l’assessore regionale all’ambiente Fernanda Cecchini alle notizia diffuse dal Comitato No inceneritori:«La Regione non ha autorizzato né indicato alcunché sulla localizzazione del nuovo inceneritore in Umbria, anzi ha sempre affermato la sua contrarietà a tale impianto. Nel carteggio abbiamo semplicemente dato corso dell’istanza di Acea non potendo e non volendo nascondere nulla». 

«La posizione della Regione su questo tema  è stata sempre molto chiara e netta. Al ministro Galletti tra l’altro abbiamo anche detto che il governo non può chiedere da una parte interventi per migliorare la qualità dell’aria e dell’ambiente e dall’altra ipotizzare la realizzazione di impianti che vanno a peggiorare la situazione. L’Umbria, per il suo contesto ambientale, certamente non è un luogo idoneo per ospitare un nuovo inceneritore che non sarebbe nemmeno giustificabile visti i quantitativi di rifiuti che vengono prodotti nella nostra regione».

Quale sarà la verità? presto lo sapremo, intanto a solo titolo di cronaca precisiamo che l’attuale inceneritore in funzione già brucia a pieno regime ( a tutta callara come qualcuno a sottolineato !) pulper di cartiera che hanno la stessa pericolosità dei rifiuti,producendo gli stessi danni all’ambiente se non addirittura superiori, come abbiamo già scritto in un’altro articolo, pertanto al di la delle previsioni dello Sblocca Italia, e delle proteste del Comitato No Inceneritori, i cittadini Ternani sono già condannati a subire le conseguenze negative di tale impianto. Cambierebbe solo la forma di business per chi lo gestisce, ma il danno ormai è fatto. 

Ma cosa è il  pulper di cartiera? E’ il residuo del riciclo della carta, un rifiuto formato essenzialmente da plastiche e dal cloro utilizzato per la prima lavorazione della carta da riciclare, ossia lo sbiancamento. Si tratta di un rifiuto molto delicato, che viene bruciato a Terni dopo essere stato importato dalle cartiere di tutta Italia.

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Il PUPER DI CARTIERA ovvero il residuo del riciclo della carta, un rifiuto formato essenzialmente da plastiche e dal cloro utilizzato per la prima lavorazione della carta da riciclare, ossia lo sbiancamento

Si tratta di un rifiuto critico, tanto è vero che l’ARPA raccomanda il rispetto dei parametri analitici contenuti in questi rifiuti – in particolare della percentuale di cloro – e dice che devono essere previste le modalità di campionamento mediante l’approntamento di un piano conforme.

Siamo sicuri che a Terni questi controlli sui carichi di pulper vengono fatti regolarmente?

Perché ovviamente è molto difficile controllare tutte le partite di rifiuti in entrata negli inceneritori per verificare se hanno le caratteristiche adatte ad essere smaltite.

Un’altro interrogativo che si aggiunge ad una situazione molto complicata.