CAPODANNO IL CAOS, LA PISCINA E I FURBETTI DEL QUARTIERINO: Il potere ha logorato chi ce l’ha, cosa si cela dietro al caos sul capodanno.

 Il potere ha logorato chi ce l’ha.

Parafrasando il mitico Andreotti questa è la chiave di lettura di questa triste pagina di cronaca della città dormitorio, che ormai ha sdoganato anche le coltellate tra giovani che non fanno più notizia, tanto sono frequenti.

Fa più rumore la rituale polemica per il cenone di Capodanno, che da qualche anno qualcuno si ostina a voler organizzare dentro l’unico “Museo” di Terni, il Caos perchè qualcuno lo ritiene l’ombelico del mondo a cui tutto deve girare intorno, anche il cenone di capodanno.

«L’evento di quest’anno al Caos non si farà. Siamo stanchi». Con queste strazianti parole lunedì sera il comunicato stampa degli organizzatori, ossia Indisciplinarte, Stardust, Fat3 e Busthard’s Studio ha annunciato la rinuncia alla festa di Capodanno nei locali del Caos dopo che i  consiglieri del M5S, nei giorni scorsi avevano presentato un’interrogazione per chiedere al Sindaco la correttezza amministrativa di tale evento compresa l’esistenza dei permessi della Soprintendenza dei beni culturali per l’organizzazione della festa. Ma dell’atto del gruppo consiliare di opposizione non si parla direttamente nella nota degli organizzatori, che riferiscono di «troppi attacchi» e si scagliano contro una «classe dirigente che blocca e lavora contro. L’iniziativa  – prosegue la nota – si sarebbe tenuta nel rispetto di tutte le regole, il motivo dell’annullamento non è di natura tecnica. Il motivo dell’annullamento è che siamo stanchi. Siamo stanchi che una proposta di qualità che integra cultura pop e di nicchia sia costantemente messa sotto attacco. Siamo stanchi di subire danni di immagine e diffamazione da parte di chi dovrebbe fare il bene della città e dei suoi cittadini».

E cosi di seguito il tono della nota che parla di posti di lavoro persi (posti saltuari creati per una notte ndr), ma dimentica di quelli stabili che si mettono in crisi con iniziative del genere, ovvero quei posti di lavoro di chi fa l’imprenditore nel settore dell’intrattenimento e della ristorazione tutto l’anno e non solo la notte di capodanno.

Troppo facile fare gli imprenditori, i creatori di eventi solo a capodanno, difficile è fare i ristoratori o gestire i locali tutto l’anno avere persone in regola con contratti regolari, sottostare a tutte le norme, e soprattutto pagare le tasse e le imposte tutto l’anno per mantenere strutture in regola con le normative molto rigide.

A noi pare che questo improvviso passo indietro degli organizzatori del Capodanno al Caos, sia invece una sorta di exit strategy, per evitare un possibile flop del loro evento.

Ormai l’evento non si farà più quindi parlare di un possibile flop dell’iniziativa non è diffamazione, ci teniamo a chiarirlo visto che nel comunicato si parla di una possibile denuncia verso coloro che avevano ipotizzato l’assenza di autorizzazioni per l’evento.

Perché parliamo di un possibile Flop?

Perché in primis la crisi economica non aiuta di certo la riuscita di eventi di questo tipo. L’intero comparto della ristorazione soffre da anni, e i dati ufficiali sono li a dimostrarlo, i tempi in cui si spendevano centinaia di euro per i cenoni sono finiti da un pezzo.

Terni è un economia endogena, chiusa e limitata alla popolazione residente, anzi a quella più sfortunata che non ha la possibilità di andare a divertirsi in luoghi migliori, per questo a Terni può avere successo (ovvero incassi e presenze elevati) un solo evento di questo tipo per ogni Capodanno, gli altri devono necessariamente accontentarsi.

Quest’anno nel business del Capodanno è entrata con forza un’altra location, che fin dalla sua inaugurazione è riuscita ad attirare la massima attenzione, della giunta comunale.

Per questa location si abbattono alberi e si fanno parcheggi, si allargano strade, si cambia la circolazione, si progettano corse di autobus di linea con fermata dedicata, manca solo la funivia Papigno- Piscine dello Stadio poi tutto è stato fatto.

Si stiamo parlando delle Piscine dello Stadio diventate il vero ombelico della città di Terni, che quest’anno organizzerà chiaramente un gran veglione di fine anno, un veglione tutto dorato, Golden Gala questo il nome dell’evento, non poteva essere altrimenti.

Leggendo il programma alle Piscine dello Stadio hanno organizzato le cose in grande, Il Gran Gala’ con cenone da 14 portate oltre a lenticchie dolci e vini servito nella grande Hall a vetri delle piscine, servizio di baby sitting ed animazione per i bimbi, otto Dj che si alternano su due sale, e un team di Pr pronti a coinvolgere la movida ternana, tanto che  nell’evento lanciato sui social si contano già centinaia di adesioni.

Insomma per una città dormitorio come quella di Terni, difficile offrire di più, considerando che in aggiunta al veglione,  leggendo il programma con il biglietto della Cena Golden Gala che dovrebbe avere un costo di 85 euro sono altresi’ inclusi:

1) n.15 giorni di accesso gratuito open alla struttura offerti dalle Piscine dello Stadio Wellness & Fitness e n.2 ingressi gratuiti alle terme;
2) Sconti del 50% sui pacchetti nuoto monosettimanale e bisettimanale e sabato negli orari indicati dall’associazione Italica Asd.

Per questo riteniamo probabile che l’evento organizzato al Caos erà già in difficoltà con poche prevendite, avendo quest’anno un evento concorrente di livello, rispetto agli scorsi anni in cui il capodanno del Caos era l’unica alternativa ai veglioni organizzati nei locali pubblici.

Perchè di polemiche ce ne sono state e di che tinta negli anni scorsi, con Confimpresa, unica fra le associazioni di categoria che presentò anche degli esposti contro il veglione del Caos a tutela dei ristoratori e dei gestori dei locali pubblici, adducendo gli stessi motivi oggi sostenuti dai consiglieri del M5S, esposti che si scontrarono contro il muro di gomma eretto dalla giunta a difesa della lobby che gestisce il Caos.

Perchè gli organizzatori che sono gli stessi, negli anni scorsi non si sono tirati indietro di fronte a delle polemiche ben superiori ? Perchè gli anni scorsi le prevendite andavano alla grande, era l’unico “evento” alternativo allo squallido concertino di Piazza, tantè che si registrarono file agli ingressi, con gente stipata in ogni dove all’interno del museo, fra opere d’arte e arredi non idonei ad ospitare un evento del genere.

Ecco che allora la motivazione degli organizzatori  di non fare l’evento di quest’anno appare un pò ridicola, forse una banale scusa da usare come exit strategy per evitare un flop annunciato ?

D’altronde in questi casi si utilizzano lavoratori occasionali, non si devono remunerare strutture che sono già in uso da un bando assegnato dal Comune ed è più conveniente annullare un evento dal risultato incerto, che rischiare il flop, e ad oggi reclamare un mancato guadagno senza documentare le prevendite effettuate è solo voler gettare fumo negli occhi.

La velata minaccia di denuncia per diffamazione e risarcimento danni, nei confronti di chi ha criticato l’evento appare quindi oltremodo ridicola, anche perchè dovrebbe essere necessariamente sostenuta con dei dati oggettivi riferiti alle prevendite effettuate che a pochi giorni dall’evento dovevano essere già nell’ordine di diverse centinaia, mentre gli organizzatori si sono ben guardati nel loro comunicato di dare dei dati in proposito.

Anzi nello stile che contraddistingue la confraternita degli organizzatori di eventi ternani, contrattaccano cercando di demonizzare chi critica i loro progetto o semplicemente chiede chiarimenti come è stato quest’anno nel caso dei consiglieri del M5S, agli occhi dell’opinione pubblica, additandoli come responsabili della perdita di centinaia di posti di lavoro.

E’ una squallida tecnica  utilizzata nei più banali corsi di comunicazione, quella di contrattaccare quando non si hanno risposte o si è in difficoltà nel darle, cosi questi furbetti del quartierino ogni volta che si critica una iniziativa si pongono come salvatori della patria, gli unici in grado di creare eventi che generano centinaia di posti di lavoro, gli altri sono solo sollevatori di polveroni, di critiche e portatori di interessi personali.

Affermo questo a ragion veduta, visto che è quello che mi è successo quando negli anni scorsi ho criticato le edizioni della Notte Bianca, di Cioccolentino, e degli eventi realizzati al Caos perchè erano operazioni commerciali poste in essere in concorrenza sleale nei confronti degli altri operatori economici, e stranamente ero l’unico, in qualità di referente di Confimpresa Umbria, fra i rappresentanti di associazioni di categoria  a protestare e a difendere gli interessi legittimi dei titolari di locali pubblici.

Caos a cavallo sulla Cracking art - papa -
Una foto memorabile di un Capodanno di qualche anno fa organizzato al Caos con ragazze a cavallo di opere d’arte all’interno del Museo

Ecco perchè oggi per coerenza non posso che sostenere con forza la posizione dei consiglieri del M5S, benchè notoriamente non sia un loro estimatore, perchè è la mia stessa posizione, e per cui mi batto da anni.

Gli organizzatori chiedono un incontro pubblico ? Magari dico io !! E’ quello che aspetto da anni, ma oltre che con la commissione Cultura del Comune di Terni e i capigruppo di tutti i partiti e le forze dell’ordine della città, a questo incontro devono partecipare anche le organizzazioni rappresentative dei locali pubblici, perchè qui si tenta di fare bussiness occasionale con la scusa di fare eventi culturali, e allora le regole devono essere uguali per tutti.

Troppo facile fare gli organizzatori di eventi unici, che non hanno concorrenza, oppure che godono di autorizzazioni od esenzioni ad altri negate, in questo modo non si è imprenditori, ma PRENDITORI di incassi occasionali, che altrimenti sarebbero confluiti nelle casse dei veri imprenditori, loro si che sono STANCHI, perchè rischiano tutto l’anno capitali propri, per tenere aperte strutture costose pagando tasse e imposte rilevanti, e che in questo periodi di crisi languono, mettendo in pericolo centinaia di posti di lavoro veri e non fasulli.

Pertanto posso confermare nella veste di Consigliere Regionale di Confimpresa Umbria che chiederò formalmente di essere presente all’ incontro pubblico, ed auspico che allo stesso incontro siano presenti anche la Confesercenti, la Confartigianato, e la Confcommercio se ancora credono di rappresentare i titolari dei locali pubblici danneggiati da questi eventi pseudo culturali.

Chiederemo che a tale incontro gli organizzatori del Capodanno al Caos documentino in modo dettagliato le prevendite effettuate fino a ieri giorno del loro annuncio di rinuncia dell’evento, al fine di poter valutare in modo oggettivo la reale portata dei danni vantati, oltre che chiaramente il possesso di tutta la documentazioni amministrativa che dimostri la regolarità del loro evento alle norme in vigore.

caos comune

E che finalmente sia questa l’occasione per il Comune di Terni per porre la parola fine ad eventi autorizzati solo per accontentare il circuito degli amici organizzatori, allestisti in luoghi come il Museo, il Video Centro e adesso le Piscine, che non sono destinati a tale scopo, e che finalmente sia tutelato un settore quello della ristorazione e del pubblico spettacolo che è trainante per l’economia in tutto il mondo, ma che a Terni vede centinaia di posti a rischio per via dei furbetti del quartierino.

Francesco Bartoli