COSI’ IL VESCOVO PAGLIA MANOVRAVA LA POLITICA A TERNI: I retroscena svelati nel libro “Chi comanda Terni” di Claudio Lattanzi

Negli ultimi anni la vita politica e sociale della Città di Terni è stata caratterizzata da un crescendo di dibattiti sempre più aspri, con scontri verbali sempre più duri, fra esponenti politici di partiti diversi, fra personaggi pubblici e esponenti della società civile, in ogni luogo possibile ed immaginabile, sia fisico ovvero nelle sale del consiglio comunale o in pubblici dibattiti, sia mediatico ovvero sulle pagine degli organi di stampa, sia etereo ovvero nel web nei social network assunti ormai ad un vero moderno agorà della vita sociale cittadina, ma anche nelle aule del Tribunale, sia per inchieste e processi  ad opera della magistratura, sia per le querele, decisamente troppe per una cittadina sulla carta tranquilla come è Terni, querele per diffamazione depositate dai vari duellanti dopo accesi scontri verbali, a testimonianza di quanto alto sia il livello dello scontro, e probabilmente quanto alti siano gli interessi in gioco.

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Claudio Lattanzi

La nostra redazione ha incontrato il giornalista Claudio Lattanzi, per una lunga intervista, che pubblicheremo a puntante sul nostro giornale, per aiutarci ed aiutare a voi lettori, a capire Chi comanda Terni, il perché di tante scelte, di tanti fatti accaduti a Terni, e soprattutto per capire il futuro, quello che ci aspetta nella nostra amata Città.

Si chiama proprio cosi l’ultima fatica letteraria di Claudio Lattanzi “CHI COMANDA TERNI”, con un sottotitolo che è già un programma “ I compagni , i tedeschi , i perugini . Potere e affari in una città a sovranità limitata “, in tutte le librerie ternane da qualche mese.

Da tempo si parlava di questa nuova opera di Claudio Lattanzi , dopo che i suoi primi 5 libri avevano solo lambito ed in parte svelato alcuni retroscena della vita politica ed amministrativa della Città di Terni .

Nato ad Orvieto nel 1970, laureato in Scienze politiche all’università di Perugia, Claudio Lattanzi è un giornalista de La Nazione. Insieme alla socia Isabella Gambini, è titolare della casa editrice ed agenzia pubblicitaria Intermedia Edizioni, e  “Chi comanda Terni” è appunto il suo sesto libro,

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Chi comanda Terni, il nuovo libro di Claudio Lattanzi, in vendita nelle migliori librerie, per maggiori informazioni sul libro basta cliccare sulla foto della copertina qui pubblicata

dopo che aveva fatto molto parlare di se con “La mafia in Umbria”, la prima inchiesta sulle infiltrazioni delle cosche nella regione,  un libro che anticipò di molto le dinamiche del riciclaggio di denaro e gli affari della mafia in Umbria , molti dissero che erano solo insinuazioni ed allarmismo sociale , poi i fatti e gli arresti per mafia in Umbria hanno dato ragione a Claudio sul campo , prima ancora di Mafia Capitale .

 

Poi due anni fa, con l’inchiesta “I Padrini dell’Umbria” ha scalato le classifiche di vendita della regione degli ultimi quindici anni. Molti hanno usato questo libro come “manuale d’uso” per formare le nuove generazioni della politica , visto che è dotato di un fantastico elenco nominativo in cui compaiono in ordine alfabetico tutti i politici Umbri e nazionali degli ultimi 20 anni con vicino il numero della pagina del libro in cui vengono raccontate le loro “imprese” ( imprese è un eufemismo chiaramente ) una sorta di who’s who in negativo ,  ma anche una sorta di bibbia per i cittadini che volessero vederci un pò chiaro su determinati lati oscuri della nostra regione.

Infine lo scorso anno ha dato alle stampe  “La Zarina”, biografia non autorizzata dell’ex governatrice dell’Umbria, Maria Rita Lorenzetti, ricostruendo un quadro inquietante dei 10 anni di gestione della Regione Umbria da parte della Lorenzetti , con una descrizione dettagliata delle inchieste giudiziarie che la vedono coinvolta, per cui è assunta anche alle cronache nazionali .

 

Considerando che a Terni da venti anni comanda il Partito Democratico, è chiaro che il PD è al centro del nuovo libro “Chi comanda Terni”,  e allora abbiamo chiesto  a Claudio Lattanzi in primis  di spiegarci in poche parole cosa rappresenta il Partito Democratico  per Terni:

<< L’oligarchia che si nasconde sotto il “marchio” Partito democratico – afferma Claudio Lattanzi – agisce nel modo che ha mirabilmente descritto il sociologo Luca Diotallevi, ovvero accreditandosi come gestore periferico della città per conto del partito perugino. Lo chiamiamo partito, ma è più realistico pensare ad un ceto di potere che, in cambio della subordinazione a Perugia, riceve promozioni sotto forma di candidature e incarichi e trasferimento di risorse per continuare a gestire il sistema

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Leopoldo-Di-Girolamo

clientelare ternano. Diotallevi usa una frase ad effetto dicendo che esiste un Pd di Terni, ma non un Pd ternano. La parte finale di “Chi comanda Terni”  passa in rassegna le modalità che disciplinano il funzionamento di questo sistema di potere. Terni è diversa da Perugia, non solo perché il capoluogo non ha relazioni penalizzanti con poteri esterni in maniera tanto marcata, ma anche perché, a partire dalla privatizzazione della siderurgia nel 94, la propria sopravvivenza è in larga misura affidata  alle dinamiche del mercato internazionale mentre sono state polverizzate risorse enormi per costruire una alternativa all’industria. Basta pensare al progetto universitario, costato almeno 25 milioni al Comune di Terni e oggi ridotto a poco più che macerie, perlomeno rispetto alle ambizioni iniziali.>>

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L’ex Vescovo di Terni Vincenzo Paglia

 

Il potere logora chi non ce l’ha disse una volta Andreotti rivolto ai suoi critici, a Terni possiamo dire che il potere logora anche chi ce l’ha, visto che all’interno del Partito Democratico è in corso da tanto tempo una battaglia interna che qualcuno vuol far passare per libero confronto democratico, invece assume sempre di più i toni di una battaglia all’ultimo colpo, le recenti dimissioni dell’ex segretario Delli Guanti ne sono una riprova, come mai secondo te Claudio all’interno del PD ternano c’è questa marcata litigiosità ?

 << E’ in atto una battaglia che va avanti da anni, una lotta per spartirsi i centri di potere, (quei pochi rimasti Ndr) fra le diverse anime che compongono il Partito Democratico, che a Terni ricordiamo si è formato sulle ceneri di quella che fu la sinistra Democristiana e poi la Margherita, parti del vecchio PCI ed

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Il Vescovo Paglia quando fu insignito della cittadinanza onoraria da parte del Sindaco Di Girolamo

esponenti vicinissimi alla chiesa in una miscela di idee e di contrapposizioni che non si è mai amalgamata, era quindi naturale che nascessero degli scontri tra le varie componenti, in parte sottaciuti e circoscritti nelle stanze del partito, in altri casi emersi in modo eclatante come nella vicenda che vide coinvolti il Vescovo Paglia, il Sindaco Di Girolamo ed Eros Brega.>>

Si parlò al tempo di una congiura per far cadere Di Girolamo è vero ?

<< Si il vescovo Paglia manovrò per far cadere Di Girolamo, con un operazione politica che,  in una fase concitata della vita politica ternana aveva portato un pezzo de Pd ad un passo dalla sfiducia al Sindaco, in cui il Vescovo non era un semplice spettatore, ma il regista, di una manovra di palazzo. >>

La Chiesa Ternana era così coinvolta nella politica cittadina tanto da poter influire sulle sorti del Sindaco ?

<< Si c’era una insofferenza che covava da molto tempo sotto la bandiera del Partito Democratico tanto da far presagire un terremoto imminente. Una note dei lunghi coltelli di cui avrebbe dovuto fare le spese il sindaco Leopoldo Di Girolamo a cui la componente del partito che faceva e fa capo ai centristi di Eros Brega aveva deciso di staccare la spina. E’ il maggio del 2011 quando si sfiora la crisi in Comune. Eros Brega, punto di

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Eros Brega consigliere Regionale del PD

riferimento sul territorio del potente  sottosegretario all’Interno Giampiero Bocci, controlla una pattuglia di consiglieri comunali disposti a seguire le direttive della corrente interna e far mancare la fiducia al sindaco. Il motivo del contendere è rappresentato dall’insoddisfazione da parte di quel  gruppo dal controllo totale che gli es Ds continuano ad aver  sulla città.  In particolare, gli ex esponenti della Margherita come Carlo Liviantoni e Bocci volevano evitare che alcuni servizi venissero esternalizzati senza gare europee a favore della cooperativa Actl.  Si arriva ad un punto di rottura e i centristi decidono di passare all’azione. Inizia così una serie di febbrili telefonate tra Eros Brega e il vescovo Vincenzo Paglia che, fino ad oggi, erano state parzialmente rese note dal settimanale l’Espresso, essendo  state intercettate nell’inchiesta sugli Eventi Valentiniani.  Quella pubblicazione aveva fatto ritenere che il vescovo fosse stato semplicemente messo al corrente di ciò che sarebbe accaduto di lì a poco. La realtà sembra essere però ben diversa, fino a ravvisare un ruolo decisamente meno defilato e passivo da parte del

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Carlo Ottone Presidente Asm

monsignore.  Sarebbe stato insomma Vincenzo Paglia a dare il via libero al siluramento di Di Girolamo che poi venne scongiurato in extremis, grazie soprattutto alla nomina di un breghiano quale  Carlo Ottone  alla prestigiosa e  lucrosa presidenza dell’Asm.>>

E’ questa la ricostruzione dei fatti come emerge dal libro “Chi comanda Terni” di Claudio Lattanzi, da pochissime settimane nelle librerie.   Nel libro vengono riportati ampli stralci delle conversazioni intercettate. Si evince una notevole confidenza tra Eros Brega e Vincenzo Paglia che avrebbe consigliato “di non fare un passo indietro all’uomo politico”.

E’ una delle tante rivelazioni contenute nel libro “Chi comanda Terni”, che invitiamo tutti a leggere, nei prossimi giorni pubblicheremo il resto dell’intervista a Claudio Lattanzi, in cui affrontiamo argomenti scottanti, come il sistema della sanità ternana, il “fortino” dei voti del Partito Democratico ternano, o come il sistema degli appalti alle cooperative ternane tornato prepotentemente alle cronache con la recente inchiesta di Mafia Capitale

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