LA GRANDE BELLEZZA DELLA CONCA TERNANA DA TERRA MERAVIGLIOSA A TERRA MALEDETTA

Scriveva Hippolite Taine in “Viaggio in Italia”, che Terni, nella primavera del 1864, gli apparve dalla collina di Narni: “Il paesaggio si abbellisce ancora: ecco una pianura fertile di frumenti verdi, di olmi sposati alla vite, un grande giardino sorridente, con tutt’intorno alte colline di una tinta più grave, al di sopra un cerchio di montagne azzurrine sfrangiate di neve, Soave e austero.”

Chissà cosa direbbe oggi Hippolite Taine, se potesse di nuovo vederla la nostra conca? Anche le stampe dell’epoca lasciano poco all’immaginazione la conca ternana era una terra meravigliosa, come in questa stampa di J. Augustus Knip (1777-1847) “View of Terni” custodita presso l’ Amsterdam Historical Museum

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J. Augustus Knip (1777-1847) “View of Terni” ( Collection Amsterdam Historical Museum”)

Era perché oggi quello stesso territorio è ostaggio di tanti siti o poli industriali, che la circondano, la inquinano giornalmente con oltre 800 Kg di polveri prodotte al giorno solo nella Città di Terni, e la devastano periodicamente, con malversazioni nei fiumi, nelle discariche, o con incendi che riversano nell’ambiente elevate quantità di sostanze inquinanti: oggi la conca ternana è una terra maledetta per chi vi abita, perché il rischio di tumori e malattie collegate all’inquinamento è sempre più alto.

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Il rogo delle Ecopecuperi a Vascigliano di Stroncone

 

Senza ricorrere a statistiche e bollettini, peraltro emanati da strutture di ricerca di primissimo livello, basta qui la considerazione che ognuno di noi, nella propria famiglia, ha o ha avuto un familiare, affetto da problemi all’apparato respiratorio con allergie ed asma, o peggio ha avuto un familiare colpito da malattie tumorali, nella maggior parte dei casi riconducibili a fattori ambientali.

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I fumi prodotti dal rogo della Ecopecuperi a Vascigliano di Stroncone

Ma l’Ambiente della Conca Ternana e i rischi per la salute delle persone che la abitano sembrano scomparsi dalle coscienze di politici e amministratori locali, malgrado i risultati delle indagini epidemiologiche da loro commissionate alla Università di Perugia. I dati emersi, denunciano inequivocabilmente il legame tra lo stato dell’ambiente, l’inquinamento e la salute dei cittadini.

La Conca Ternana è un territorio pianeggiante  completamente circondato da colline e montagne, caratterizzato da una densità demografica piuttosto elevata. Amministrativamente, la Conca è suddivisa tra i comuni di Terni, Narni, Sangemini, Acquasparta, Amelia e Stroncone, per una popolazione di circa 160.000 abitanti e una superficie di 650 km². La valle è bagnata dai fiumi Nera, Serra e Tescino .

Il paesaggio appare quanto mai variegato: sui versanti montagnosi abbondano i lecci, mentre a quote più basse è frequente incontrare oliveti. Il versante meridionale ospita vasti filari e atri tipi di colture.

Ma  Il territorio della Conca, sebbene presenti vaste aree agricole, è sede di vasti complessi industriali, siderurgici e chimici, tra i più imponenti dell’Italia centrale, in particolare ci sono 4 aree che la circondano in una sorta di abbraccio mortale: L’area delle Acciaierie di Terni, l’area industriale di Sabbione dove sorgono i contestatissimi inceneritori e sede di impianti chimici, l’area di Narni scalo con altri stablimenti chimici, e l’area industriale di vascigliano recentemente assunta alle cronache per due incendi che hanno distrutto due aziende del posto.

 

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La nube nera dei fumi prodotti dall’incendio della Cores che aleggiava sulla conca ternana questa mattina

Tutto questo concentramento di impianti industriali insiste in un territorio che dal punto di vista climatico è il meno adatto per ospitarli, perché la Conca Ternana è caratterizzata da un clima subcontinentale, con frequenti episodi di inversione termica al suolo. Questi fenomeni, insieme alle peculiari caratteristiche orografiche della zona che impediscono l’ingresso del vento da alcuni settori, possono rappresentare un notevole ostacolo alla dispersione degli inquinanti in atmosfera.

Se questo è vero in condizioni normali, figuriamoci quello che può accadere quando si verificano disastri come quello della Ecorecuperi o come quello della Cores della notte scorsa, dove a causa dei fumi sprigionati dalle fiamme, ingenti quantità di sostanze inquinanti si sono riversate nell’aria, ristagnando a lungo sopra la conca ternana anche a causa della quasi totale e concomitante assenza di venti nella giornata, una cappa nera mortale, che per tutto il giorno ha aleggiato sopra la conca Ternana.

E’ per questi fattori che complessivamente, la mortalità nel territorio considerato si presenta con valori più elevati rispetto alla media regionale, anche nei contesti rurali, dove il carico dei fattori di rischio ambientale dovrebbe invece essere più lieve.

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I fumi prodotti dall’incendio della Cores durante la scorsa notte

 

In alcuni comuni della provincia, Terni in particolare, è preoccupante l’aumento di alcuni tumori come quelli del polmone, della vescica, del colon retto, i linfomi sia nei maschi che nelle donne, determinati da tanti fattori di rischio cancerogeno, identificabili nelle emissioni industriali, nell’inquinamento da traffico autoveicolare e in inverno dal riscaldamento, nel fumo di sigaretta, nell’alimentazione: idrocarburi cancerogeni. ozono, composti organici volatili, polveri, residui di pesticidi ed altri prodotti usati in agricoltura, fibre vetrose e tanti altri ancora .

Tutti i dati esistenti sulla situazione dell’inquinamento dell’aria, delle acque, del suolo, della conca Ternana, sono ormai di dominio pubblico.

 E’ tutto sul sito della provincia di Terni e dell’ARPA. Come anche nelle pubblicazioni dell’Osservatorio e della Cattedra di Igiene a Terni, di altri Istituti dell’Università di Perugia, o nel Registro tumori, finanziato  proprio dall’Amministrazione regionale.

A questo punto però ci chiediamo che cosa è stato fatto in tutto questo tempo da coloro che sono  amministratori di questi territori, essendo come tutti a conoscenza di questi dati ?

Parafrasando una famosa sentenza della cassazione “ Non potevano non sapere” .

E allora? quanto dovremo aspettare ancora, perché vengano prese decisioni definitive, per provare a ridare a questo territorio quella bellezza ormai perduta nel tempo ?

Ma soprattutto siamo ancora in tempo per poter salvare quella che fù una lussureggiante vallata, e per ridare una speranza di vita sana ai suoi abitanti?

Si parla in questi giorni di Terni candidata come capitale della cultura , ma quale cultura vogliamo esportare dal nostro territorio ?

In questo momento potremo concorrere solo al premio come capitale della cultura dell’inquinamento e dei Tumori.

E’ arrivato il momento delle scelte che non possono essere più rinviate.

 

 

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