LITE IN CLASSE FRA STUDENTESSE , RAGAZZA ITALIANA PUNITA DAL PRESIDE PER AVER DETTO “TORNA IN MAROCCO” AD UNA SUA COMPAGNA :PARLA LA MAMMA.

Da oggi a Terni dire ad un cittadino del Marocco “torna in Marocco” è da razzisti .

preside metastasio
Il Preside Giuseppe Metastasio

 

Non sappiamo se dire ad un Francese torna in Francia , o ad un Milanese torna a Milano sia ugualmente razzista , a spiegarcelo dovrebbe essere il Preside dell’Istituto Federico Cesi di Terni Giuseppe Metastasio, che ha deciso di punire una studentessa del primo anno di Ragioneria con 12 giorni di assistenza ai compiti per bambini stranieri , per aver detto nel bel mezzo di una lite ad una sua compagna marocchina “Torna in Marocco”

A spiegarci i fatti accaduti lunedi 4 maggio nella 1° B dell’Istituto F.Cesi è la Mamma della ragazza italiana Roberta Valentini :

<< Sono veramente indignata contro la scuola e contro il Preside Metastasio – afferma la sig.ra roberta Valentini – perché è dall’inizio dell’anno scolastico che la compagna di classe di mia figlia , di origini marocchine , ha un atteggiamento provocatorio sia nei confronti dei compagni di classe che nei confronti dei professori . Disturba in continuazione le lezioni , risponde male ai professori anche con parolacce e ogni giorno trova dei pretesti per litigare con tutti i compagni .>>

Mi scusi ma i professori di fronte a questo comportamento cosa fanno ?

<< Nulla , proprio nulla ed ormai è passato quasi un anno , ed il clima che si è generato dentro la classe non è certo dei migliori , molte volte mia figlia tornando a casa mi diceva che non era più sopportabile questa situazione perché  le lezioni erano continuamente interrotte e gli insulti da parte della ragazza marocchina avevano superato ogni limite , e più volte si era rivolta ai professori e alla classe bestemmiando e gridando “Italiani di merda “ ma nessun provvedimento era mai stato preso >>

Che cosa è successo esattamente lunedi ?

<< Lunedi la ragazza Marocchina stava litigando pesantemente con una compagna di mia figlia , e mia figlia è intervenuta per dividerle , ma la ragazza ha iniziato ad inveire anche contro mia figlia che ad un certo punto si è spazientita e gli ha detto “ Torna in Marocco !” . A questo punto la ragazza Marocchina voleva mettere le mani addosso a mia figlia che la teneva ferma , e solo a quel punto è intervenuto il professore che l’ha mandata fuori della classe . Subito dopo è intervenuta la vice –preside che dando credito alla versione diversa fornita dalla ragazza marocchina disse amia figlia e alla sua amica che avrebbe preso dei provvedimenti “perché a 15 anni non si può essere razzisti “.

Quindi quali provvedimenti sono stati adottati dalla scuola ?

<< Il 12 maggio è stato indetto un consiglio d’Istituto convocato appositamente dal Preside Metastasio per discutere della questione . Il problema è che il preside ha creduto esclusivamente alla versione della ragazza marocchina che ha avuto anche il coraggio di dire che io avrei minacciato lei e la sua famiglia ! ma quando mai ?? Gli ho solamente detto di smetterla di comportarsi in questo modo . Ma per questo motivo il Preside Metastasio mi ha zittita dicendo che non potevo parlare per difendere mia figlia .

In poche parole dando credito esclusivamente alla versione della ragazza marocchina ( che è molto abile a rigirare i fatti ) lei è passata da vittima e mia figlia da carnefice . Ed il consiglio ha deciso di punire mia figlia con 12 giorni di assistenza compiti per  bambini stranieri  così stando con loro impara a non essere razzista, mentre la ragazza marocchina è stata punita con 12 giorni di pulizie in alternativa a 6 giorni di sospensione >>

Come l’ha presa sua figlia questa punizione ?

<< L’ha presa male chiaramente , perché la scuola permette a questa ragazza di poter fare quello che vuole , avere un comportamento irrispettoso verso i compagni e verso i professori che non fanno nulla per impedirlo . Poi la nostra non è una famiglia di razzisti , se a me qualcuno mi definisce razzista io lo considero un insulto . Ma non tollero il buonismo gratuito che ultimamente è di moda in certi ambienti . Se un extracomunitario commette degli errori noi italiani non possiamo criticarlo perché altrimenti passiamo da razzisti e questo  non è più tollerabile ! Ho detto al Preside che andrò fino in fondo a questa vicenda perché non deve permettersi di accusarmi di cose non vere , e mia figlia non ha insultato la sua compagna marocchina come fa invece lei ogni giorno nei confronti di tutti i compagni chiamandoli “Italiani di Merda” >>

 

Insomma una semplice lite fra compagne di classe è stata trasformata dal Preside in un episodio di razzismo .

Forse il Preside Metastasio è stato preso da ruolo politico che ricopre essendo candidato alle prossime elezioni regionali nella lista “UMBRIA PIU’ UGUALE”  che sostiene la Marini , ed ha confuso gli slogan politici con  la buona amministrazione di una scuola pubblica .

Anche noi Signor Metastasio vorremo un’ Umbria più uguale dove se un cittadino straniero offende gli italiani deve essere necessariamente punito , dove gli studenti che non rispettano i propri compagni , i professori e non permettono lo svolgimento corretto delle lezioni vengano puniti , dove i nostri figli non devono aver paura di andare a scuola indossando una collanina con un crocifisso , pensando di poter essere picchiati da chi è di un’altra cultura che predica odio e violenza contro chi non la pensa come loro .

Noi siamo con la Signora Roberta Valentini , riteniamo che la frase “torna in Marocco “ detta in risposta all’affermazione “Italiani di Merda” non sia razzismo ma leggittima difesa .

Torna in Marocco non è un insulto , ma è solo un invito detto anche in modo educato a chi sputa su un Paese che spende milioni di soldi pubblici ogni giorno per ospitare cittadini stranieri fornendogli assistenza .

Nelle aule dei tribunali è intervenuta la suprema corte di cassazione per sdoganare affermazioni ben più pesanti che non sono considerate più insulti come “ Va a quel Paese “ o anche “ Vaffanculo “.

E lei adesso Signor Preside Metastasio candidato per un Umbria più Uguale ci vorrebbe far credere che dire “Torna in Marocco “ è un insulto razzista ?

Suvvia se voleva un quarto d’ora di celebrità poteva trovare un altro sistema .

I ternani , gli Umbri , gli Italiani sono sempre più stanchi di questo finto buonismo , e di quelli che fanno i buoni samaritani con i soldi degli Italiani